Cinquedea

Spada corta, a doppio filo e sempre a mano singola, con lama estremamente larga alla base, che si restringe in una punta acuminata. La guardia incurvata è spesso minimale, fungendo più che altro da blocco per la mano, che non a scopo difensivo. Varia molto in foggia e dimensioni, tanto che alcuni tipi possono essere considerati, a tutti gli effetti, delle grosse daghe. I modelli a lama più lunga, invece, da considerarsi talvolta come versioni in miniatura della Spada d’Arme, possono portare ottimi colpi di taglio ed efficaci stoccate, ma sempre a distanza ravvicinata. Dal punto di vista funzionale presenta notevoli somiglianze con spade antiche, quali ad esempio il Gladio, a cui è probabilmente ispirata in linea estetica generale.

Spada Cinquedea
Alcune tipologie di Cinquedea al Museo Civico Medievale di Bologna – (Ph. Samuele Pareschi)

Conosciuta anche come “daga a lingua di bue” o, semplicemente, “lingua di bue”, per la sua forma caratteristica, dalla quale deriva anche il nome canonico (che significa “cinque dita” in veneziano), questa particolare spada corta presentava infatti una lama a base molto larga, che si restringeva repentinamente verso la punta acuminata in una sorta di lettera “V”. Per alcuni proprio questa “V” rappresenterebbe il numero romano cinque, da cui forse il suo nome; è però più probabile, e più diffusa, la semplice spiegazione per cui le “cinque dita” farebbero riferimento alla sua notevole ampiezza alla base della lama.

Le dimensioni della Cinquedea potevano variare notevolmente, tanto che in alcuni casi si parla a tutti gli effetti di una daga, più che di una spada vera e propria. Questa forma particolare, assieme all’impugnatura, molto diversa dalle classiche spade medievali, pare volesse richiamare tipologie di spada dell’antichità classica o del periodo romano, in una tendenza che, nel gusto del Rinascimento, era molto in voga. L’ampiezza della lama consentiva altresì di decorare la spada con motivi molto elaborati e sontuosi, oltre che con metalli preziosi, facendo della Cinquedea uno status symbol a tutti gli effetti per le classi più abbienti.

Due Cinquedee affiancate ad un sontuoso Kriss, al Museo Civico Medievale di Bologna – Ph. Samuele Pareschi

Una delle ipotesi riguardanti la sua diffusione, in particolare a Venezia, è che essa servisse per la difesa personale proprio nelle strette calli veneziane, dove estrarre e usare un’arma più lunga sarebbe stato poco pratico e potenzialmente fatale. Versioni più lunghe e dalla lama più classica vennero comunque create in seguito con principale scopo decorativo, ma sempre dotate di una semplice ed efficace funzionalità, sicché alcune di esse potrebbero essere paragonate a piccole Spade d’Arme. Si noti però che la punta delle Cinquedee rinascimentali, benché molto acuta e assottigliata, generalmente presenta una sommità molto più arrotondata rispetto alle spade e alle daghe usate tendenzialmente sullo scenario bellico: ciò significa che si tratta di spade poco adatte ad essere usate contro un avversario in armatura, a testimoniare il fatto che la destinazione d’uso della Cinquedea era, in primo luogo, civile e, soprattutto, scenica.

spada cinquedea mantova
Cinquedea esposta al Palazzo Ducale di Mantova – Ph. Samuele Pareschi
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