Spade nei Giochi di Ruolo – L’onore del Paladino

Un cavaliere è votato al coraggio

Il suo cuore conosce solo la virtù

La sua spada difende gli inermi

Il suo potere sostiene i deboli

Le sue parole dicono solo la verità

La sua ira abbatte i malvagi

– Giuramento di un Cavaliere dell’Antico Codice, dal film “Dragonheart

Eccoci arrivati ad un nuovo capitolo della nostra quest alla ricerca della spada perfetta nei giochi di ruolo! Nell’articolo precedente abbiamo analizzato la classe del Barbaro all’interno di giochi nello stile di Dungeons and Dragons, tentando di risalire alla spada perfetta per un guerriero selvaggio e brutale, come Conan il cimmero o Kull di Valusia. Stavolta passeremo a un’altra delle classi combattenti più famose e diffuse nei giochi di ruolo: quella del Paladino.

Miniatura da gioco di un Nano Paladino

Come abbiamo accennato, le “classi” assegnate in questi giochi ai personaggi determinano aspetti quali le loro abilità speciali, le loro attitudini e alcuni risvolti caratteriali. Molte di queste classi si rifanno essenzialmente a quelle presenti nelle prime versioni di D&D, dal momento che esse rappresentano molto bene alcuni “tipi umani”, per così dire, che è possibile incontrare anche nel mondo reale, nella vita di tutti i giorni. Non stiamo certo parlando di un Mago che lancia incantesimi in ufficio, o di un Paladino che duella per strada con il meccanico! Se guardiamo però ad alcuni tratti specifici delle classi, come il carattere di un personaggio, i suoi gusti personali o la sua attitudine fisica, ci accorgiamo che molti dei nostri conoscenti potrebbero rientrare bene in una di queste categorie.

Nasce allora spontanea la domanda: quale sarebbe la spada perfetta per ogni classe di personaggio, trasportata nel mondo reale? Se siete appassionati di giochi di ruolo (abbreviati in “GdR“) troverete di certo la questione accattivante; se invece nella realtà vi identificate con uno di questi tipi umani, o conoscete qualcuno che potrebbe rientrarvi, è una bella occasione per cercare la spada perfetta per la vostra “classe”!

orlando furioso
Orlando in sella all’Ippogrifo salva Olimpia dall’Orca di Ebuda

Veniamo dunque al nostro Paladino. Pur con le sue molte varianti, nella maggior parte dei giochi di ruolo esso è definito come un combattente dall’animo nobile, votato ad un proprio credo – che sia di tipo personale, religioso o filosofico – e generalmente orientato alla lotta contro il male. Certo, nel multiverso dell’immaginazione possono esistere paladini non proprio “buoni” nel senso classico del termine, o addirittura malvagi. Tuttavia, questa classe prende a piene mani da quello che era l’immaginario cavalleresco medievale, in particolare del ciclo Carolingio, che definisce i paladini come i cavalieri più importanti e valorosi dell’imperatore Carlo Magno, adibiti alla sua guardia personale.

Il nostro Paladino prototipico incarna quindi tutti i valori ideali della cavalleria: nobiltà d’animo, abnegazione totale alla causa, propensione a far valere la giustizia nella lotta contro tutto ciò che è malvagio e, naturalmente, alla difesa dei deboli e degli oppressi. Moto spesso, nei GdR, questo campione finisce per essere inquadrato come leader indiscusso di un party (squadra di gioco), proprio in virtù della sua forza di volontà, e possiede anche magie o abilità utili al supporto del gruppo in combattimento.

ser lancillotto gloria ricci
Sir Galahad, in una pitto-scultura di Gloria Ricci

Si tratta perciò di un guerriero onorevole, il cui scopo principale nella storia non può prescindere dalla difesa dei propri compagni, ma che probabilmente si troverà spesso invischiato in situazioni spinose – come duelli in singolar tenzone – proprio in virtù di questa sua caratteristica. Ecco perché risulta difficile immaginare lo stereotipo del Paladino senza una buona armatura; allo stesso modo, è molto probabile che, oltre alla propria spada, egli decida di usare uno scudo, almeno di tanto in tanto, e che si ritrovi anche a cavalcare un nobile destriero.

Abbiamo già individuato molti degli indizi fondamentali che puntano alla spada perfetta per un Paladino. Occorre innanzitutto che la sua spada sia utilizzabile a mano singola, per essere abbinata a uno scudo o per stringere le redini del cavallo con la mancina; stiamo inoltre pensando a un guerriero che dovrà viaggiare parecchio per completare la sua quest, e su tipi di terreno diverso, perciò l’ingombro che può portarsi appresso è limitato, nonostante la sua resistenza e l’uso della cavalcatura, magari saltuario. Mi sentirei perciò di escludere fin da subito i grandi Spadoni rinascimentali, così come ingombranti Nodachi o Nagamaki giapponesi.

Esistono molti tipi di spada che, nella storia, sono stati accoppiati fermamente con uno scudo di varie dimensioni: la maggior parte delle spade antiche, ad esempio, come il Gladio o le spade celtiche, sono inscindibili dall’uso di un grande scudo. Ma armi tanto corte sono altamente specializzate proprio per questo tipo di combattimento, mentre al Paladino capiterà di affrontare gli avversari più disparati, e trovarsi in inferiorità di allungo non è mai una buona cosa. Ecco perché queste spade, e altre molto simili come la Cinquedea, non sono adatte al nostro personaggio, se non, forse, come armi di supporto.

Una semplice Spada Vichinga, o ancora meglio una Spada d’Arme del pieno periodo medievale, sono già un passo avanti in lunghezza. Tuttavia dobbiamo staccarci dall’idea del guerriero statico, sempre con uno scudo, a cavallo e corazzato: molto spesso la squadra si troverà in viaggio, e armi e armature più pesanti, impacchettate nella bisaccia. Ecco perché la fedele spada al fianco del nostro campione dovrà presentare un buon grado di protezione, almeno per la mano che la impugna. Una Sciabola potrebbe avere il giusto compromesso tra ingombro e protezione, con una classica elsa a tre vie, oppure con una guardia “mezza piena”, come i modelli più moderni. Sul versante diametralmente opposto, la Striscia offre una simile protezione, concentrandosi però sull’affondo anziché sul taglio.

Cosa scegliere tra questi due fattori? Un’arma sbilanciata sui colpi di taglio sarebbe poco efficace contro nemici pesantemente corazzati, mentre, al contrario, una che sacrifichi quest’ultimo per migliorare la potenza di affondo potrebbe non essere la scelta migliore, dal momento che alcuni degli avversari più classici del Paladino sono le creature non-morte, le quali notoriamente si fanno beffe dei semplici affondi, così come i mostri dalla pellaccia dura come, ad esempio, i troll. L’ideale è una spada ambivalente, a lama diritta ma ampia, che offra anche un buon grado di protezione: ancora una volta le spade con elsa a cesto, come la Schiavona, sarebbero un’ottima scelta. Ma si tratta davvero della spada perfetta per un Paladino?

spada schiavona rocca sforzesca di Imola
Spada Schiavona al Museo della Rocca Sforzesca di Imola – Ph. Samuele Pareschi

Siamo partiti escludendo le spade prettamente a due mani, a causa dello scudo e della cavalcatura; tuttavia non è detto che in un duello d’onore, quali talvolta il nostro eroe dovrà affrontare, sia sempre consentito lo scudo, mentre potrebbero esserlo le armature a piastre: contro un avversario così corazzato, la cosa migliore da fare – se non l’unica – è usare tecniche a “mezza spada”. Se, poi, il Paladino dovrà combattere spesso a cavallo, gli servirà un’arma abbastanza lunga e resistente da essere usata nelle cariche frontali, ma ancora utile una volta disarcionato. La direzione che stiamo prendendo porta inequivocabilmente alla Spada Bastarda.

Meno ingombrante di una Spada a Due Mani vera e propria, quella a “una mano e mezza” risulta l’opzione migliore per venire incontro alle necessità del nostro prode caposquadra. Ma una semplice guardia cruciforme torna ad essere sub-ottimale, nel momento in cui il duello sia da affrontarsi senza alcuna armatura! La cosa migliore è aggiungere elementi protettivi all’elsa, come un anello laterale, un ponte che protegga il ricasso e, magari, anche un accenno di paramano sulla parte avanzata della guardia… la spada che abbiamo creato esiste davvero, e in una varietà di modelli. Si tratta della “reitschwert”, la spada da cavalleria che, fino al XVII secolo, ha accompagnato i cavalieri corazzati teutonici ed elvetici in battaglia, a cavallo come nella mischia: spesso pesante e dal manico allungato, talvolta quest’arma poteva presentarsi come molto più simile ad una Spada da Lato irrobustita, e da brandirsi anche a due mani. Niente di meglio per un guerriero onorevole che debba affrontare ogni tipo di insidie e proteggere gli innocenti, come ogni Paladino che si rispetti!

spada bastarda reitschwert

Un pensiero riguardo “Spade nei Giochi di Ruolo – L’onore del Paladino

  1. La paladina della mia squadra di gioco ha uno scettro da battaglia (ispirato alle armi da paladino di “Diablo II”)!

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