Estrazione rapida della spada, ovvero: come sopravvivere alle imboscate!

Stai camminando tranquillamente su una strada solitaria, al calare della sera: le ombre si allungano, rendendo difficile distinguere i contorni del paesaggio attorno a te. Hai appena cenato, ma il torpore non è un problema, dal momento che non ti aspetti nessun pericolo in questa placida serata: la spada al tuo fianco è un mero orpello di eleganza, rimasto alla cintola per la forza dell’abitudine. Ma all’improvviso, un rumore di passi affrettati attira la tua attenzione su un lato: una sagoma scura ti corre incontro urlando, decisa ad attaccarti! Nella concitazione del momento, tutto quello che riesci a fare è allungare una mano sull’impugnatura della fidata lama, cercando la presa più salda possibile: riuscirai ad estrarre la spada in tempo per salvarti?

La situazione appena descritta è naturalmente fantasiosa, dal momento che nel nostro mondo “civilizzato” nessuno se ne va più in giro con una spada alla cintola, e anche gli aggressori, di norma, non attaccano in maniera tanto avventata. In altri tempi, tuttavia, si sarebbe trattato di uno scenario alquanto familiare per tanti personaggi che avevano motivo di usare una spada. Ne ho parlato, ad esempio, nel recente articolo sulla spada da imboscate nella giungla.

Il più delle volte, quando pensiamo all’uso di un particolare tipo di spada piuttosto che un altro, ci soffermiamo su caratteristiche quali il suo allungo, la maneggevolezza o la potenza esercitata dai colpi. Sono tutte molto importanti, in determinate situazioni, ma tendiamo a dimenticarci che in ben pochi scenari storici, il combattimento iniziava con la spada già sguainata e tenuta in pugno! Al contrario, come ho ripetuto più volte in altri articoli, la spada è quasi sempre un’arma secondaria, da usare solo in caso di emergenza, quando tutte le altre non sono più disponibili. Come tale, trascorre la maggior parte del tempo alla cintola, e deve essere estratta dal fodero prima di poterla usare… cosa che non sempre è possibile.

duello wilkers martin spadroon

Dal momento che ci proponiamo di trovare “la spada perfetta”, questo fattore tanto sottovalutato diviene invece importantissimo, perché estrarre rapidamente una spada potrebbe fare davvero la differenza tra la vita e la morte: a che pro individuare la spada migliore di tutte, se poi, al momento decisivo, non riusciremo ad usarla? Come afferma anche il noto maestro Miyamoto Musashi, è sciocco morire con una lama ancora nel fodero; ecco perché oggi cercheremo di capire quali sono le spade migliori per l’estrazione rapida della lama.

Innanzitutto, è bene rendersi conto che in situazioni di pericolo improvviso, come quella descritta nel nostro incipit, estrarre la propria spada può rivelarsi un’operazione più complessa di quanto immaginiate. Intervengono infatti fattori psicologici come la sorpresa o la paura, che possono rendere impacciati i movimenti dello spadaccino più esperto, e diminuire drasticamente la mobilità delle dita. C’è poi da considerare il tempo di reazione, che può essere molto diverso da persona a persona, come impariamo già a lezione di guida.

Nel caso del nostro spadaccino, il processo mentale da compiere non è soltanto quello che va dalla percezione di un pericolo al movimento del piede sul pedale del freno, bensì uno più complesso: ci si deve infatti rendere conto di essere sotto attacco, pensare di estrarre la spada per difendersi, compiere i movimenti necessari a farlo – possibilmente, senza incidenti di percorso! – e infine assumere la giusta posizione di difesa o di contrattacco. Si tratta di un processo complicato, che può richiedere qualche istante di troppo e risultare così fatale.

regola dei 21 passi

Potrebbe sorprendervi sapere che, in casi analoghi, le forze di polizia di alcuni paesi considerano necessaria una distanza minima di 21 piedi (poco più di 6 metri) affinché un agente abbia il tempo di estrarre la propria arma e usarla efficacemente contro un aggressore in carica. Se invece della pistola noi prendiamo in considerazione una spada, il movimento di estrazione potrebbe richiedere ancora più tempo (e quindi una distanza maggiore), a seconda del tipo di spada. A questo proposito, il canale Youtube “Academy of historical fencing” ha pubblicato una serie di esperimenti molto interessanti, a varie distanze e con diverse tipologie di spade.

Ma, a parte la distanza, la velocità dell’aggressore e la prontezza di riflessi dello spadaccino, quali sono i fattori materiali veri e propri che possono influenzare la rapidità di estrazione di una spada? Procedendo con ordine, il primo che balza all’occhio è certamente la forma dell’impugnatura o, più in generale, dell’elsa. Qualunque spadaio ha da sempre cercato di rendere la presa sul manico il più salda possibile, talvolta anche a discapito della comodità: dalle semplici scanalature intagliate nel legno, all’impiego di vari tessuti, cuoio animale e fili metallici intrecciati, è difficile trovare una spada la cui impugnatura non sia ottimizzata per offrire una buona stretta, nell’estrazione come nel maneggio. Esistono però spade con manico molto liscio, in legno, corno o materiali simili, che in generale non sono proprio ciò che fa al caso nostro.

gladio spatha romano

Un discorso simile si può fare per il pomolo, presente in quasi tutte le tipologie, e la cui funzione è proprio quella di consentire una facile estrazione dell’arma. Che si tratti di semplici sbarre di metallo a chiusura del codolo, di elementi sferici o dalle forme più svariate, la porzione finale dell’elsa è quasi sempre sagomata in modo da non lasciar slittare via la spada durante i colpi più potenti, e da poterla estrarre anche in condizioni avverse: la mano di un guerriero poteva infatti essere umida per un’infinità di motivi, o persino unta, soprattutto in scenari come il campo di battaglia o le lunghe marce sotto le intemperie.

L’elemento che più differisce da spada a spada è invece il tipo di guardia montato sull’elsa. Se nella maggior parte dei modelli antichi e medievali, questa si limitava a una semplice croce, talvolta solo abbozzata, in quelli più moderni la guardia può divenire molto più protettiva e, di contro, più ingombrante. Pensiamo ad esempio alle spade con elsa a cesto, in cui la mano è del tutto incapsulata in una gabbia che la scherma dai colpi nemici. In modelli come la spadona a cesto scozzese, oppure la Schiavona, per impugnare l’arma è necessario letteralmente inserire le dita all’interno della gabbia, in un movimento non proprio comodissimo.

spada broadsword scozzese con elsa a cesto

Certo, chi è abituato a usare una spada con elsa a cesto non avrà alcun problema a trovare l’impugnatura al proprio fianco persino a occhi chiusi, estraendo l’arma in pochi istanti in situazioni normali. Peccato che, quando intervengono fattori psicologici come lo shock della sorpresa, le dita non sempre rispondono come dovrebbero, e il rischio è quello di non “centrare” al primo colpo l’apertura del cesto con la mano: un errore che, nella nostra situazione di pericolo improvviso, potrebbe costare molto caro.

Dobbiamo quindi depennare, dalla nostra lista della spada perfetta per l’estrazione rapida, spade con l’elsa troppo elaborata come tutte quelle a cesto: Schiavona, broadsword scozzese, Mortuary, Vallona e simili, per quanto siano sempre in cima alla mia lista come ottime spade da combattimento, non possono dirsi perfette se restano nel fodero quando ne abbiamo bisogno!

Anche guardie più ridotte possono però dare problemi, come quella a “mezzo cesto” o quella a tre vie, che si ritrovano su vari tipi di spada, dal Rapier alla Sciabola. Queste tipologie lasciano molto più spazio alla mano per afferrare l’impugnatura anche alla cieca, ma restano ingombranti e potenzialmente d’intralcio per le dita; è pur vero che, in questi casi, anche non trovando subito la giusta presa, si può facilmente agganciare col dito la parte finale della spada ed estrarla rapidamente, così da fare almeno schermo contro il primo attacco nemico. Lo stesso risultato si può avere con un semplicissimo paramano, che risulta un ottimo compromesso tra difesa, ingombro e facilità d’estrazione: non a caso è uno dei tipi di guardia più diffusi dall’era moderna.

Se però vogliamo essere sicuri di poter estrarre la nostra spada con la massima rapidità in qualsiasi condizione, non possiamo trascurare un fattore importante come la sua lama. Va da sé che, con una lama più corta, l’estrazione sarà sempre più facile, a parità di condizioni: una daga o un pugnale sono anche per questo utili per gli attacchi a sorpresa. Se però parliamo di spade, sacrificare il vantaggio dell’allungo non è qualcosa che si fa a cuor leggero.

Spade come il Gladio romano (ma anche la maggior parte di quelle antiche, che avevano simili forma e dimensioni) sono ottimizzate proprio per essere estratte in un battibaleno, in mezzo alla calca dello schieramento in battaglia, e dietro a grandi scudi. Anche per questo sono corte, prive di guardia e presentano pomoli rotondi molto ampi. Se l’estrazione rapida è tutto quello che ci interessa, queste sono certamente “perfette” in tal senso; tuttavia si tratta di spade che, se usate senza uno scudo e al di fuori di uno schieramento, non hanno utilità molto diversa da una daga.

Se possedete una spada con il suo fodero (anche una riproduzione economica o un giocattolo vanno bene), fate una prova: tenetela stretta al fianco ed estraetela il più rapidamente possibile, con un solo movimento fluido, cercando però di terminare in una posizione adatta a proteggervi da un aggressore. Se ripetete l’azione un paio di volte, noterete che il braccio tende a compiere un movimento circolare, un po’ come se fosse il raggio di un cerchio il cui centro è il vostro busto. Se la spada che avete usato ha una lama diritta, dovrete prima estrarla e poi muoverla in posizione, in una traiettoria che spezza il cerchio naturale; se, invece, è ricurva, avrete compiuto una mossa decisamente più fluida.

Ecco la nostra risposta: le lame curve sono, di norma, più semplici da estrarre rispetto a quelle diritte. Una Sciabola o una Scimitarra vengono estratte seguendo il movimento naturale del braccio, quindi è difficile che si incastrino nel fodero, anche in situazioni concitate. Se poi esaminiamo l’impugnatura di alcune di esse, troviamo soluzioni veramente efficaci per mantenere la presa anche in condizioni avverse: la karabela turco-polacca, ad esempio, ha spesso un manico in legno cesellato che termina a “becco di falco”, mentre quello della shashka russa racchiude ancora meglio la mano.

spada karabela polacca
Alcune scimitarre turche o polacche di tipo “karabela” esposte al Museo Civico Medievale di Bologna – Ph. Samuele Pareschi

E la Katana, invece? La spada giapponese è famosa per la rapidità di estrazione, soprattutto per le tecniche usate dai guerrieri Samurai, le quali hanno dato origine alla disciplina dello iaidō, basata solo sull’arte di estrarre la spada dal fodero. In effetti, anche la Katana è ottimizzata per questo fattore: ha una lama ricurva non troppo accentuata, non è eccessivamente lunga e il suo manico in tessuto intrecciato consente una presa ben salda. Inoltre, a differenza di molte altre spade, essa è tradizionalmente indossata con il filo della lama rivolto verso l’alto: in questo modo, una volta estratta, si trova già nella giusta direzione per sferrare un fendente.

Naturalmente esistono molte spade simili a quelle che abbiamo citato, fin troppe per essere analizzate una ad una, ma questo in definitiva non conta. Che la vostra scelta per una spada da estrarre velocemente ricada su un Gladio, una Sciabola come la karabela, oppure una Katana, la cosa fondamentale da tenere a mente è una: la spada perfetta, in fin dei conti, è quella che non resta mai nel fodero quando ne abbiamo più bisogno!

estrazione-spada-katana-iaido-battojutsu

2 pensieri riguardo “Estrazione rapida della spada, ovvero: come sopravvivere alle imboscate!

  1. Vero che non ci si pensa mai: nei film (o i romanzi), sguainano le spade come se il fodero fosse unto con dell’olio. Ma è vero che alcuni samurai sguainavano e rinfoderavano le katana ad ogni attacco oppure è un’invenzione del cinema de degli anime?
    Comunque, questo è un articolo molto interessante!

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    1. Grazie!
      L’arte marziale dello iaido / battojutsu prevede sequenze di movimenti che vanno dall’estrazione, all’attacco, al rinfodero della spada; l’idea sarebbe proprio quella che basti un singolo attacco ad anticipare l’avversario, per poi rinfoderare con classe come si vede negli anime. Se poi questo accadesse davvero è tutto da vedere… immagino che il più delle volte non fosse così semplice!

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