Le parti della spada – La Spada Perfetta

La spada è uno tra gli oggetti più famosi e citati in molte opere letterarie, così come nel cinema e nei videogiochi. Al giorno d’oggi chiunque si sarà creato una propria idea personale di come è fatta una spada, almeno a grandi linee. Tuttavia può capitare di ritrovarsi a leggere un libro e restare confusi dal modo in cui è usato, ad esempio, il termine “elsa”, oppure di non sapere cosa sia un “ricasso” o come chiamare una certa parte della spada.

Se anche a voi è successo di confondere le varie parti della spada in una conversazione, oppure nella stesura di un articolo, o mentre scrivete il vostro libro, questo è il posto giusto per fare un po’ di chiarezza. La Spada Perfetta cita spesso le parti della spada con i loro nomi propri, e questo articolo serve proprio a togliere eventuali dubbi.

spada bastarda reitschwert

Che si tratti di spade europee oppure orientali, di Spade a due Mani, Katana giapponesi oppure spade con elsa a cesto, tutte le spade si possono suddividere nelle parti che andremo a citare di seguito.

Una prima, grande distinzione è quella tra la parte della “lama” vera e propria, cioè la sezione della spada fatta interamente in acciaio (o bronzo nelle spade antiche), e quella chiamata “elsa” o anche “fornimento”, che invece comprende tutto il resto.

1) Le parti della lama di una spada

– La lama della spada comprende tutta la sezione metallica anteriore dell’arma, e si può sempre suddividere a sua volta in tre sotto-sezioni: il forte, ovvero la sezione più vicina all’elsa, è così chiamata perché capace di una maggiore resistenza ai colpi (in virtù delle leggi fisiche), e infatti è usata idealmente per parare gli attacchi avversari. Il debole è, al contrario, la sezione terminale di una spada (che arriva fino alla punta), non è ottimale per una parata, ma è la parte usata per colpire con più potenza cinetica. Il medio, ovviamente a metà strada fra il debole e il forte, è la parte della lama ancora capace di parare con una certa efficacia, portando occasionalmente colpi di taglio.

In alcune spade europee moderne, la sezione del forte e talvolta quella del medio non vengono affilate, proprio per consentire una resistenza maggiore, considerata la loro scarsa utilità nell’attacco vero e proprio.

Esiste una diversa classificazione italiana per le lame più lunghe di Spade a Striscia nei trattati schermistici più tardi, che fa riferimento a una suddivisione in quattro parti (parte prima, seconda, terza e quarta), ma di norma non viene applicata nelle altre spade.

– Il ricasso è una piccola parte della lama, sempre senza filo, in prossimità dell’elsa. Esso compare relativamente tardi e ha la doppia funzione di rinforzare la base della lama, e di poter essere afferrato con le dita anteriori, così da consentire un miglior controllo nel maneggio.

– Molte spade hanno uno o più “sgusci”, ovvero scanalature (solchi) lungo la lama. Lo sguscio viene spesso chiamato col nome fantasioso di “colasangue”, sia nei romanzi che in alcuni testi tecnici veri e propri. Questo termine deriva dalla falsa convinzione che lo sguscio servisse a far defluire meglio il sangue di un nemico infilzato; un’idea che non ha fondamento nella realtà, perché la funzione dello sguscio – che sia uno solo o anche più di uno – è semplicemente quella di alleggerire la lama, pur mantenendo uno spessore totale adeguato, senza cioè perdere la sua resistenza.

– Gli sgusci sono posti sul “piatto” della lama, mente la parte propriamente affilata è chiamata appunto “filo”. Questo si divide in filo dritto, cioè la parte che viene rivolta contro l’avversario, e falso filo, quello rivolto verso chi impugna la spada. Nelle spade monofilari (cioè quelle con solo un bordo tagliente, come ad esempio la Scimitarra o la Sciabola), talvolta la sezione terminale più vicina alla punta può essere affilata anche sul bordo superiore, in quello che viene detto “controfilo” o “controtaglio”.

sciabola ungherese gradara
Una sciabola ungherese e una, più tarda, francese, esposte al museo della Rocca di Gradara – Ph. Samuele Pareschi

– La parte iniziale della lama, cioè quella nascosta all’interno dell’elsa, è detta “codolo” e può avere dimensioni variabili. Esso di norma è fissato all’elsa o per mezzo di rivetti, come accade in un coltello, oppure a incastro, saldandolo infine al pomolo tramite martellatura.

– Una lama può anche avere molti diversi tipi di sezione, a seconda del suo spessore, di come è sagomato il suo filo e della presenza o meno dello sguscio. Di seguito sono elencati i più classici:

sezioni trasversali spada sezione trasversale lama
Tipi comuni di sezioni trasversali della lama. Il primo tipo, “a diamante”, è di solito usato nelle spade d’arme medievali, mentre l’ultimo, “a sguscio largo”, è comune nella spada vichinga.

2) Le parti dell’elsa della spada, o “fornimento”

L’elsa della spada, chiamata anche “fornimento”, è la parte della spada che ha in assoluto più varianti. Essa raggruppa una vasta gamma di elementi che si sono evoluti nei secoli a partire dalle spade più antiche, di norma molto semplici, fino ad arrivare a modelli europei incredibilmente elaborati.

Non tutte le spade hanno tanti elementi nell’elsa come quelli che andremo ad elencare, ma almeno tre di essi sono quasi universali: il pomolo, l’impugnatura e la guardia.

– Il pomolo della spada, che in alcuni casi è chiamato anche “pomello” o “pomo”, è la parte più esterna dell’elsa. Spesso è arrotondato o sferico, ma può assumere una gran varietà di forme e dimensioni: emisferico, a mezzaluna o a noce brasiliana, ma talvolta anche piatto, poligonale, ad antenne o antropomorfo. In ogni caso, il pomolo ha la funzione principale di consentire una salda presa sulla spada sia quando viene estratta, sia nel corso del maneggio, così che non sfugga dalle mani.

L’impugnatura di una spada viene anche detta “manico” o “manica”, e serve appunto ad afferrare la spada saldamente. Per questo motivo è spesso sagomata in modo da aderire alla forma della mano chiusa, ma può anche essere completamente liscia o foderata in tessuto per una maggiore comodità, a scapito della presa.

gladio spatha romano

I materiali che compongono l’impugnatura spaziano largamente tra legno, corno, cuoio, tessuti vari, metalli o fili metallici intrecciati nelle versioni più moderne. Per le spade novecentesche, talvolta si riscontra l’uso di materiali plastici, così come nelle versioni puramente sportive di spada, sciabola e fioretto.

– La guardia vera e propria è l’elemento che ha maggiori varietà in assoluto tra una spada e l’altra, rispecchiando esigenze diverse di contesto, periodo storico e capacità tecnica. Nei modelli antichi, la guardia serve più che altro a impedire che la mano slitti sulla lama durante un affondo, ferendo il portatore; ecco perché è minimale, costituita da una semplice barra diritta (come vediamo ad esempio nelle prime spade migratorie) oppure da un disco (come nella Katana o nel Dao cinese).

elsa spada arme incisioni
Due magnifiche spade al Museo della Rocca Sforzesca di Imola – Ph. Samuele Pareschi

Solo in epoca medievale si sviluppa una vera guardia a croce o a crociera, che protegge davvero le dita dagli attacchi in alcune angolazioni; questa guardia si evolverà aggiungendo una serie di elementi a maggior protezione della mano, quali appunto il paramano sulle nocche, anelli o “chiodi” sul lato esterno, anelle da dita a protezione del ricasso.

Altri elementi della guardia possono comparire sulle spade rinascimentali e su quelle moderne; ad esempio il ponte, o ponticello, che può coprire o congiungere le anelle da dita per una maggior protezione del ricasso; una gabbia metallica a coprire l’intera struttura nelle spade con elsa a cesto; una o due “valve”, cioè placche di metallo anteriori al ricasso, che proteggono la mano quando la spada è brandita di punta. In modelli più tardi (soprattutto su Spade a Striscia) questa protezione diviene un’unica grande piastra a forma di coppa, che dà appunto il nome alla guardia detta “a coppo” o “a tazza”.

Queste sono le caratteristiche principali di ogni spada e le parti in cui le spade vengono suddivise convenzionalmente. Ogni cultura ha le sue proprie interpretazioni del modo in cui suddividere la spada, ma quanto riassunto sopra potrà dare un’idea agli scrittori in erba, agli articolisti o semplicemente ai curiosi che vogliono saperne di più sui nomi esatti delle parti della spada più tradizionali.

spada broadsword scozzese con elsa a cesto

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