Perché usare una Spada? Ascia, Mazza e Martello: una visione critica

Come ormai sapranno i lettori più affezionati, in questo blog ci si occupa principalmente di spade. La spada, in effetti, è stata una delle armi più diffuse nel corso dei secoli, anche se non la prima ad essere creata, né certo la più economica. Soprattutto se pensiamo a civiltà meno progredite, o generalmente meno esperte nella metallurgia, al momento di andare in guerra soltanto pochi, ricchi esponenti potevano permettersi di avere una spada al proprio fianco. Per la maggior parte dei soldati comuni, invece, la scelta migliore era sempre qualcosa di meno costoso: per alcune popolazioni africane o polinesiane, poteva essere una semplice – ma efficace – Mazza da guerra, mentre per quelle germaniche, ad esempio, l’arma più diffusa era una buona Ascia.

Partendo da questa analisi, potremmo chiederci: se forgiare una spada era tanto difficile e costoso, mentre una semplice ascia sarebbe stata comunque efficace in battaglia, come mai chi poteva permetterselo preferiva quasi la sempre la spada alle altre armi? Si trattava di una mera questione di moda, un segno di ricchezza e prestigio, o c’era qualcosa di più dietro a una tale scelta?

spada da lato sepolcro domenico garganelli
Sepolcro di Domenico Garganelli attribuito a Francesco Del Cossa – Museo Civico Medievale di Bologna, Ph. Samuele Pareschi

Prima di andare avanti, rileviamo che nel nostro discorso non sono ancora intervenute le armi inastate, come ad esempio lancia o alabarda. Queste sono una tipologia di arma molto diversa rispetto alle altre che abbiamo citato sopra, proprio per il loro utilizzo: su un campo di battaglia, così come per le guardie di palazzo, una qualsiasi arma inastata sarebbe infatti stata usata come arma principale, mentre spade, asce o mazze erano sempre armi secondarie, da sfoderare solo quando la lancia o la picca erano perdute. In generale, possiamo dire senz’altro che, in un qualsiasi scontro in campo aperto, che si tratti di battaglia o duello, indipendentemente dalle armature usate dai contendenti, un’arma inastata – di qualsiasi tipo – è sempre migliore di una spada.

Che si tratti di lance, ronconi, alabarde o asce danesi, questi strumenti hanno tutti dei vantaggi che li rendono nettamente superiori: un maggiore allungo, unito a una buona maneggevolezza (parliamo sempre di aste in legno da usare a due mani), nonché una grande potenza di impatto garantita dalla leva vantaggiosa. Un guerriero munito di qualunque altra arma bianca che volesse affrontare una semplice lancia, avrebbe quindi il suo bel daffare a uscirne vivo, anche se dotato di una buona armatura. Si potrebbe forse aprire un discorso a parte per la Zweihander, arma a metà tra una spada e un’inastata, ma questo sarà argomento per un altro articolo.

duello cavalieri azza armatura pesante
Due cavalieri armati di Azza (Pollaxe), si affrontano in duello muniti di armatura pesante.

La prima arma mai usata da un essere umano, molto probabilmente, fu una mazza di qualche genere: pensiamo alla classica clava degli “uomini preistorici” che compare spesso in fumetti e vecchie rappresentazioni. Il movimento classico per utilizzare le armi da botta, infatti, è il più semplice e istintivo che venga in mente all’Homo Sapiens: un colpo dall’alto verso il basso. Anche alcuni studi di criminologia hanno rivelato che, in situazioni di forte stress, come ad esempio per un raptus omicida, armi come i coltelli vengono usate prevalentemente in questo modo. In seguito venne creata l’ascia (inizialmente in pietra), altra arma tipica di tutte le civiltà umane e che segue lo stesso principio.

Naturalmente le tecniche di combattimento con queste armi si sono poi evolute, così come le armi stesse. Una mazza da guerra medievale poteva essere fatta interamente d’acciaio, con protuberanze dette “flange” che ne aumentavano la potenza d’impatto; un classico martello da guerra era dotato di una piccozza posteriore, usata per deflettere attacchi, agganciare scudi o penetrare le armature; l’ascia, infine, essendo dotata di una lama, poteva essere usata anche per tecniche a distanza più ravvicinata.

mazze mazza da guerra flange
Alcune Mazze da guerra al Museo Civico Medievale di Bologna – Ph. Samuele Pareschi

La prima, ovvia differenza che balza all’occhio rispetto alla spada, è che queste armi sono prive di lama oppure, nel caso dell’ascia, ne hanno una piuttosto ridotta. Le tecniche basate sul taglio sono generalmente molto efficaci con avversari in armatura leggera, dal momento che sono più letali rispetto ai semplici danni contundenti, perciò consentono di sconfiggere l’avversario più rapidamente, anche grazie a un semplice taglio sul polso o sullo stinco – per non parlare delle dita. Quando, però, entra in gioco l’armatura pesante, all’improvviso le lame divengono praticamente inutili, come spieghiamo bene nell’articolo: “Affrontare un Cavaliere – La Spada Perfetta”.  Ecco allora che la mazza o il martello da guerra tornano molto più convenienti, potendo infliggere più danni a un nemico corazzato. Questo è il motivo per cui si assiste a un aumento nella produzione di queste armi all’incirca a partire dai secoli XIII-XIV, di pari passo con il miglioramento dell’armatura pesante. Il bersaglio prediletto dei colpi contundenti era sempre la testa del nemico, ma anche urtando una spalla o una qualsiasi giuntura, si poteva star certi di provocare danni seri e debilitanti.

Anche l’ascia poteva rientrare, in parte, in questa categoria: la si potrebbe in effetti considerare come una via di mezzo tra la spada e il martello da guerra, dal momento che può danneggiare seriamente sia i nemici in armatura leggera, sia quelli più pesantemente bardati. Non è un caso che il picco del suo utilizzo abbia coinciso, in Europa, con l’uso estensivo della cotta di maglia. Questa armatura ad anelli era efficacissima nel proteggere la pelle dalla lama della spada e l’unico modo per romperla, se non si disponeva di armi perforanti, era una buona ascia.

ascia asce martello martelli da guerra
Alcune Asce e Martelli da guerra al Museo Civico Medievale di Bologna – Ph. Samuele Pareschi

In linea generale, però, una spada offriva molte più possibilità contro la maggior parte degli avversari, in particolare quando era usata per l’autodifesa o il duello. Se la osserviamo, ad esempio, al fianco di un’ascia, notiamo subito un’altra differenza fondamentale: il bilanciamento. Laddove, nella spada, il peso è concentrato soprattutto sull’elsa, cioè vicino alla mano, lasciando la lama più leggera, nell’ascia invece esso è quasi tutto concentrato sulla testa dell’arma. Questo comporta, da un lato, che i colpi sferrati con l’ascia avranno una forza maggiore; dall’altro, però, che sarà molto più difficile fermare l’arma a mezz’aria durante un attacco. Fare ciò torna molto utile nel momento in cui l’avversario scarta, deflette l’arma, pone uno scudo davanti a sé all’improvviso. In questi casi con una spada, se l’attaccante è abbastanza veloce, può cambiare repentinamente la direzione del colpo e portare comunque un affondo micidiale, evadendo la difesa; con un’ascia o, ancora peggio, una mazza o un martello da guerra, fare una cosa del genere è invece molto più difficile e generalmente inutile.

duello brocchiero boccoliere spada da lato
Un classico duello con Brocchiero (scudo) e Spada da Lato.

Colpire qualcuno di striscio con una spada può infatti ancora risultare in un danno letale, mentre con le altre armi descritte, si risolverebbe al massimo in un livido o in un semplice graffio. Questo è un altro vantaggio della spada: ogni parte della lama è pericolosa per l’avversario, mentre un manico in legno può essere afferrato o, più semplicemente, ignorato mentre cade sul braccio.

Ultimo, ma significante elemento che rende la spada un’arma diversa dalle altre, è la possibilità di difendersi. Come si è detto, un’ascia, una mazza o un martello sono difficili da bloccare a mezz’aria, quindi relativamente lenti e soprattutto costringono chi li usa a rotearli in continuazione, seguendo traiettorie molto prevedibili. In tali condizioni è davvero difficile intercettare e deflettere colpi rapidi e, se ciò viene fatto con armi dal manico in legno, questo tenderà a indebolirsi o anche a rompersi dopo aver parato pochi colpi: non proprio l’ideale in battaglia. Con una spada, invece, il guerriero ha a disposizione una lunga sbarra di ferro per riuscire a parare colpi con una certa rapidità, modificando a piacimento la traiettoria dell’arma e rendendosi imprevedibile.

duello cavalieri ascia spada la spada perfetta

In definitiva, abbiamo visto come la spada offra, in genere, molte più opportunità rispetto ad altre armi. È meglio bilanciata e maneggevole; permette di sfruttare tecniche più varie e raffinate; consente inoltre di difendersi con maggiore facilità rispetto a un’ascia, una mazza o un martello. Possiamo quindi affermare che una spada sia sempre la scelta migliore rispetto a queste ultime? In realtà, no. A seconda della situazione e delle preferenze personali di un combattente, una qualsiasi arma da botta o da taglio potrebbe risultare molto più utile di una spada. Inoltre, dobbiamo sempre ricordare che il vero discrimine, in qualsiasi tipo di combattimento, resta sempre e soltanto la capacità del singolo guerriero, unita a una certa dose di fortuna!

2 pensieri riguardo “Perché usare una Spada? Ascia, Mazza e Martello: una visione critica

  1. Mi ha interessato molto leggere il tuo articolo, grazie per averlo pubblicato.
    Stavo cercando qualcosa che spiegasse bene perché in uno scontro 1:1 un guerriero con un’ascia potesse uscirne vincitore.

    Se andiamo a prendere i regolamenti dei giochi di ruolo “generici” come GURPS la grossa distinzione nelle armi da mischia sta nel bilanciamento.
    Un’arma bilanciata è subito pronta e, nel caso di gurps, è possibile eseguire due azioni nello stesso round di combattimento. Un’arma non bilanciata come l’ascia o il martello da guerra, a meno di particolari talenti, non consente tale opzione lasciando una sola possibilità.
    Quindi, da regolamento, chi ha una spada può difendersi (parata totale) con due azioni di difesa, oppure difesa e movimento (schivata), oppure solo movimento (doppia schivata), può parare e attaccare (o varie combinazioni di movimento) o attaccare due volte.
    Chi ha un’arma non bilanciata come un’arma improvvisata (spranga, sedia, ramo… ecc… ), un’ascia, un’alabarda… ecc… ecc… può contare sulle caratteristiche dell’arma (maggiori danni, maggior allungo, minor costo… ecc… ecc… ), ma non sulla sua maneggevolezza.
    Inoltre, mettendo da parte i giochi di ruolo, chi comprava una spada, oltre al prestigio, poteva contare su numerosi manuali e relativi maestri d’arme tramite i quali apprendere velocemente e senza correre pericoli, come usare l’arma.
    In tutti i casi servirsi di un’arma ben conosciuta e praticata offriva maggiori possibilità di combattimento.

    Questo ci riporta alle distinzioni tra ascia e spada. In un paese di boscaioli se dai spade in dotazione al tuo esercito (ovvero obblighi i tuoi soldati a munirsi di una spada) ti ritroverai a perdere una guerra anche se siete in rapporto di forza vantaggioso, vuoi per i costi sostenuti dai contadini che si ritroveranno a fabbricar spade con i materiali più vari (e a morire di conseguenza), vuoi per l’inesperienza con lo strumento che richiede mesi (se non addirittura anni) di studio.
    Insomma anche il territorio e (soprattutto) l’economia (e quindi scienza e tecnologia) rendono giustizia al tipo di arma.
    Motivo per cui il “falcione” divenne popolare in francia meridionale a partire dal XI secolo: era lo strumento usato dai contadini per fare un po’ tutto, dalla bacchiatura degli olivi alla mietitura. Usarlo in battaglia, magari in una versione più adatta alla pugna, era vantaggioso perché i soldati erano già “formati” al suo utilizzo e quindi non richiedevano grande addestramento (=minori costi).

    PS: dopo aver letto il tuo articolo ho deciso che l’uomo con l’ascia viene attaccato da un avversario con una mazza. Nella storia si trattava di un balordo con un coltello come arma secondaria. Bassa manovalanza di una banda criminale… roba del genere. Quindi un’arma economica e potente, capace di far danni un po’ a chiunque e una più “tecnologicamente avanzata”, ma economica perché di piccole dimensioni.

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    1. Scusa non avevo visto il commento! Grazie, sono contento che il mio articolo ti sia stato di ispirazione 🙂 condivido quello che dici sulla relazione tra ambiente/formazione e il tipo di arma preferito; il GDR non lo conoscevo, ma interessante che ponga la questione in questi termini perché effettivamente il vero discrimine nell’uso di un’arma non è tanto il peso, quanto piuttosto il bilanciamento!

      Grazie ancora per il tuo commento!

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