Spada dalle dimensioni simili a quelle della Spada da Lato, ma spesso a lama più ampia. È caratterizzata da un’elsa con guardia “a cesto”, che copre quasi interamente la mano del portatore, conferendo un’ottima protezione, anche se a scapito di un maggiore ingombro e alcuni limiti alla mobilità. Adatta soprattutto ai colpi di taglio, di norma la sagomatura della sua lama si presta bene anche agli affondi, nonostante la maneggevolezza inferiore ad altre spade data proprio dalla forma dell’elsa; questa, tuttavia, migliora nei modelli più recenti, che presentano una guardia piuttosto ampia, che lascia spazio al polso per i movimenti rotatori.

La spada Schiavona nasce probabilmente come arma da cavalleria, o come spada da assalto navale, a metà del Cinquecento, presso i mercenari slavi al servizio della Repubblica di Venezia, chiamati appunto “Schiavoni”, che furono i suoi primi utilizzatori ufficiali. Gli Slavi usarono la Schiavona in diverse occasioni, ad esempio come guardie del corpo del Doge, per combattere contro l’Impero Ottomano e in Spagna, sia nelle truppe di fanteria che nella cavalleria, oltre che a bordo delle navi da guerra. Per la sua bellezza ed efficacia ebbe poi un grande successo tra le corti italiane e in seguito europee nei secoli successivi, come una delle prime varianti autoctone della tipologia di spade o spadone “con elsa a cesto”. Non è chiaro se la forma distintiva della sua elsa sia di vera e propria origine slava, oppure il risultato di altre contaminazioni culturali; di certo esistono else a cesto sue contemporanee, in area germanica ed elvetica, che ricordano da vicino il particolare disegno delle prime schiavone.
La sua guardia caratteristica proteggeva completamente la mano dello spadaccino, consentendo anche efficaci colpi “a pugno armato” in alcune occasioni; benché nascesse probabilmente come arma pesante da usare in sella a un destriero, era capace di portare buoni affondi e passò ad essere usata anche dalle forze di fanteria. La sua elsa in particolare iniziò ad essere montata, successivamente, anche su lame di spade come Rapier o Sciabole.


Ciò che distingue la Schiavona dalle spade successive del suo genere, come ad esempio la spadona a cesto scozzese, è la forma del pomolo detta “a testa di gatto”, nonché un alloggiamento per il pollice che in seguito scompare sulla maggior parte delle spadone con elsa a cesto più moderne. La protezione dell’elsa a Schiavona si allunga sul ricasso, fatto che potrebbe essere in sostanza una “eredità” delle spade da lato cinquecentesche: queste erano generalmente costruite per ottimizzare la maneggevolezza e le tecniche di affondo, sicché prevedevano spesso la possibilità di afferrare il ricasso con le dita avanzate, oppure con il solo pollice. Il fatto che tale elemento scompaia parallelamente alla trasformazione dell’arma in sempre più modelli a filo singolo, potrebbe in sostanza indicare una crescente predilezione per le tecniche di taglio piuttosto che per quelle di affondo, in particolare in territorio anglosassone.

Dal momento che molti tipi di spada hanno adottato nel tempo un’elsa a schiavona (tanto che, secondo alcune interpretazioni, questo nome si potrebbe applicare più al solo fornimento che non ad una tipologia di spada), è giusto precisare a cosa ci riferiamo su La Spada Perfetta quando parliamo di “spada Schiavona”: prenderemo qui in considerazione quelle spade a mano singola, a lama dritta, a doppio taglio e con elsa appartenente a questa categoria.
